L’OPERATORE OLISTICO

Scoprii il termine “olistico” molti anni fa, quando risposi alla telefonata di una signora dicendo “Io faccio massaggio sportivo, linfatico, shiatsu e propongo consigli sullo stile di vita”, e lei ribatté “Ah, lei è un olistico”. Il termine olistico deriva da “olos” che, nella sua traduzione più semplice, vuol dire tutto (totalità); per chi studia le discipline bio naturali significa considerare la persona nel suo insieme. L’operatore olistico considera i sintomi come segnali del corpo che non vanno soppressi ad ogni costo; per aiutare mente e corpo del ricevente, piuttosto, cerca di regolare il sistema nervoso, immunitario e biochimico. Si guarda alla “totalità” perché spesso emozioni come paura, tristezza e rabbia finiscono per trasformarsi in malattie, e viceversa problemi fisici finiscono per influenzare la psiche. In entrambi i casi, le tecniche manuali olistiche, anche grazie all’atteggiamento positivo dell’operatore, risultano di grande aiuto. Quindi i trattamenti olistici, in alcuni casi, risultano più efficaci dei massaggi tradizionali.

All’inizio degli anni ‘90 in Lombardia nacque un gruppo con lo scopo di fare una legge che mettesse ordine e facesse riconoscere la professionalità di un settore poliedrico che spaziava dalla medicina alternativa a pranoterapia, shiatsu, naturopatia, riflessologia, ecc. Ci riuscì nel 2005, creando una la legge per le discipline bio naturali della Lombardia che sollevò alcune proteste e denunce da parte dei fisioterapisti e poi anche dalle estetiste, che volevano fare loro queste competenze. Attualmente, sul sito della Regione Lombardia viene riconosciuto il profilo di “Operatore di tecniche olistiche”, che prevede aree di formazione di natura sia occidentale che orientale, per un totale di 400 ore.

La nostra associazione ha ideato un corso professionale per Operatore di Tecniche Manuali Ostiche che propone un percorso molto interessante e mette in condizione l’operatore di avere un bagaglio di conoscenze ed una capacità tecnica notevoli. Come da prassi, il primo anno il percorso guarda prevalentemente alla pratica, iniziando con manualità semplici che costituiscono la base del massaggio. Poi si introduce il massaggio olistico, che fa riferimento all’ayurveda e utilizza tecniche del massaggio connettivale praticando un lavoro su percorsi energetici nel nostro corpo (i meridiani caratteristici della medicina cinese), continuando con lo studio delle manipolazioni degli arti. Dopo la fase di manualità occidentali si affrontano le tecniche di riequilibrio energetico utilizzando la teoria della medicina tradizionale cinese e completando la conoscenza del percorso dei meridiani (iniziata con gli sfioramenti del massaggio connettivale), praticando sul lettino la pressione shiatsu sui meridiani con i pollici e palmo, e completando con il massaggio sull’addome caratteristico della medicina giapponese. La parte teorica viene anche ampliata con argomenti di aromaterapia.

Nel secondo anno, per quanto riguarda le tecniche occidentali si dà ampio spazio al massaggio drenante (tre weekend) e al taping linfatico (il tape è un cerotto elastico adesivo che permette una stimolazione prolungata se applicato su zone di percorso della linfa). Si completa il percorso con la pratica del massaggio tendineo muscolare e della psicosomatica del piede. Per la parte orientale, si approfondiscono le conoscenze teoriche della medicina cinese con riferimento alla teoria delle cinque trasformazioni e si apprendono le tecniche del massaggio thailandese del piede (thai foot massage). A complemento, vengono proposte nozioni di fitoterapia e alimentazione naturale.
Al termine dei due anni è sempre previsto un esame finale che permette di ottenere l’iscrizione al Registro delle discipline bio naturali della Regione Lombardia.
Come descritto, si tratta di un programma importante, che permette sia di ottenere risultati interessanti sia una crescita dell’operatore, seguito da formatori preparati.

Roberto Palasciano