DENTRO E TUTTO INTORNO A NOI È CREATIVITÀ

Articolo di Pierpaolo Alioto, conduttore della prossima serata della Vitalità dal titolo “Rituale di Yoga Sciamanico – Pratiche per il risveglio della Potenza”. Buona lettura!

Veniamo al mondo con un progetto ben preciso. Frutto dell’amore dei nostri genitori, siamo in realtà proiezione delle loro aspettative, dei loro sogni, dei loro desideri, dei loro progetti inespressi ed irrealizzati. Allo stesso tempo, i genitori che ci scegliamo sono esattamente ciò che ci serve per portare a termine la missione che siamo chiamati a condurre, il percorso che abbiamo deciso di intraprendere.

Ed ecco che la vita inizia a configurarsi come un continuo conflitto tra ciò che ci viene imposto e ciò che intimamente sentiamo di voler essere e realizzare. Il conflitto è il tema costante nella vita di ognuno di noi, sin dai primi istanti. Siamo pressati da regole familiari e sociali e ben presto tali regole plasmano la nostra forma e la nostra rappresentazione materiale in questo mondo.
Il “motore” trainante di tale massa, via via sempre più pesante, è, però, non plasmabile poiché appartiene a una dimensione differente, quella delle idee, della bellezza, della creatività; una dimensione impalpabile, inafferrabile ma fortemente percepibile da ognuno di noi, poiché è la dimensione della nostra Anima.
In un percorso di vita in cui siamo sottoposti al criterio educativo, ossia a un assoggettamento a regole comuni stabilite senza tener conto della unicità di ogni essere animato (ossia dotato di un’Anima), ci sentiamo sempre più schiacciati dal peso che siamo costretti a portare: una compressione che porta a lasciare sempre meno spazio alla nostra vera indole (quella che ci rende unici), alla nostra creatività, alla nostra Anima.
E così, stretti in gabbie rigide dovute alla pressione familiare e sociale, diveniamo controllabili e mansueti. Siamo falsamente liberi di vivere la nostra vita, esattamente come lo sono gli animali cresciuti in allevamento.
Essere nelle regole ci porta ad avere dei vantaggi materiali, il primo tra tutti è la protezione dai pericoli dell’ignoto, un ignoto che, ci viene insegnato, deve essere temuto. Infatti, l’arma più potente delle regole e gabbie sociali è la paura. La paura è il deterrente peggiore che ci blocca e ci rende maggiormente schiavi e controllabili.

Muoversi in un perimetro delimitato da altri (o da noi stessi), senza osare valicare quelli che ne costituiscono i limiti, porta a condurre un’esistenza in cui sopravvivere e non in cui vivere.
Senza il nuovo, senza l’ignoto, non c’è vita poiché non vi sono elementi e varianti che possano portare un progresso. Se l’uomo primitivo non avesse sfidato il fuoco anziché tenervisi lontano, tutta la nostra evoluzione non avrebbe avuto seguito.
Se scienziati e pensatori non avessero sfidato le consolidate leggi scientifiche e filosofiche dei loro tempi, oggi non saremmo quello siamo e non sapremmo quello che sappiamo.
Le migliori menti che oggi ricordiamo come seminali per la nostra evoluzione, ai loro tempi furono perseguite e, anche, uccise per il loro uscire fuori dagli schemi e dalle regole.
Ecco quindi che, nel continuo conflitto in cui ci troviamo quotidianamente nella nostra vita, abbiamo sempre una scelta importante da fare: possiamo sopravvivere sotto la protezione di regole illusorie che ci vengono imposte, o possiamo essere degli outsider, dei folli, dei pazzi sognatori, i capitani della nostra personale astronave verso il futuro, di noi stessi e dell’intera umanità.
Per poter scegliere, per poter prendere l’importante decisione che ogni giorno ci troviamo di fronte, ciò che deve illuminarci prima di ogni altra cosa è la consapevolezza. La consapevolezza della comprensione del conflitto, di chi siamo, della nostra missione di vita più intima e profonda, quella che ci ha portato a intraprendere l’esperienza terrena e materiale e a scegliere proprio quei nostri genitori, proprio il luogo in cui siamo nati, proprio i luoghi in cui abbiamo vissuto e tutto il resto.
Per maturare tale consapevolezza è fondamentale avere chiarezza di visione, ossia guardare alla nostra esperienza materiale come a una realtà illusoria (esattamente per quello che è), quindi a capire che tutto ciò che ci circonda lo abbiamo creato noi stessi e lo continuiamo a creare in ogni istante a ogni nostro respiro, per distruggerlo a ogni nostra esalazione, per farlo rinascere con la successiva. Comprendere questo è fondamentale per intraprendere il viaggio verso la consapevolezza e, quindi, verso la scelta di vita.
Guardare al mondo come a un’entità vacua frutto della nostra stessa creazione è importante quanto guardare a noi stessi con occhi che guardano al nostro interno e identificano anche la nostra stessa essenza come un qualcosa di vacuo, di immaginale, di non reale.
Aprire gli occhi che guardano in modo chiaro verso l’esterno e quelli che guardano in modo chiaro verso l’interno è la porta d’accesso al mondo dell’immaginale, ossia a quel mondo in cui noi stessi diveniamo artefici della realtà in cui ci immergiamo, in cui siamo liberi da qualsiasi barriera e possiamo muoverci verso le direzioni che la nostra Anima ci indica, dove il nostro impulso più profondo ci conduce, verso la meta che è l’obiettivo della nostra missione di vita.

Liberi vuol dire potersi esprimere, poter esprimere la propria Anima. La libertà di espressione passa attraverso la coltivazione della bellezza, dell’Amore, del piacere, della creatività.
Ecco, proprio la creatività è il demone che spesso sacrifichiamo per restare negli schemi grigi di della sopravvivenza. La creatività, invece, è lo spirito creatore (lo dice il termine stesso), ossia quella forza capace di generare qualcosa che prima non c’era.
Attraverso il suo spirito creativo, il pittore unisce in modo unico e irripetibile i colori creando un dipinto. Attraverso il suo spirito creativo, il musicista unisce in modo unico e irripetibilele note musicali creando una canzone. Attraverso il loro spirito creativo, il poeta e lo scrittore uniscono in modo unico e irripetibile le parole creando una poesia e un romanzo.
Attraverso la propria creatività, tutti coloro che agiscono in preda a un moto interno dell’Anima uniscono in modo unico e irripetibile tutto ciò che è attorno ad essi creano un meraviglioso nuovo mondo.

Nella vita siamo stati educati a privilegiare la competitività rispetto alla creatività, ad essere migliori degli altri per emergere, piuttosto che a mettere in comune con gli altri le nostre doti più importanti e profonde; siamo stati educati ad essere dei bravi artigiani e non dei fenomenali artisti.
E per quanto bravo possa essere, se l’artigiano non lascia spazio alla propria creatività, sarà in grado solo di copiare (un dipinto, una canzone, un’opera letteraria, una scultura, il frutto di un qualsiasi moto creativo avuto da altri).

Nel momento in cui apriamo i nostri occhi che guardano verso l’esterno e quelli che guardano verso l’interno dovremo, quindi, decidere se voler essere degli artisti o degli artigiani, se vivere creando o sopravvivere consumando e consumandoci.

“Per operare con la creatività bisogna essere critici nei confronti di noi stessi e di tutto ciò che rappresentiamo.
Uno dei grandi problemi della creatività è la morale. La morale incatena l’immaginario.
Per sviluppare l’immaginazione è necessario essere amorali.
Bisogna essere coraggiosi e prescindere dalla moralità”.  Alejandro Jodorowsky

 

Pierpaolo Alioto, counselor Olistico specializzato in Psicogenalogia e Costellazioni Familiari, operatore della Regressione e Progressione Immaginale, insegnante shiatsu