COS’È IL MASSAGGIO THAILANDESE

Cos’è il Massaggio Thailandese? E’ un’antica arte per il benessere del corpo e della mente. L’atto istintivo di appoggiare le mani, toccare e strofinare parti del corpo dolenti risale probabilmente all’inizio del nostro processo evolutivo. Nel testo indiano Ayur Veda, che risale al 1800 a.C., si consiglia di usare il massaggio per aiutare il corpo a guarire. Il Thai è stato influenzato dal Buddismo, dalla cultura indiana e da quella cinese. Si pensa che i fondamenti teorici siano arrivati in Thailandia più di 2500 anni fa, con i monaci buddisti provenienti dall’India che portarono le proprie conoscenze della medicina ayurvedica. Comunque, gran parte delle origini della medicina tradizionale thailandese e del massaggio thai sono un po’ confuse poiché i testi di medicina sono stati persi con la distruzione dell’antica capitale Ayuttia nel 1767, dove erano conservati. I pochi resti di questi testi furono scolpiti nella pietra e ora si trovano al Wat Pho a Bangkok.
Oggi il massaggio thailandese è insegnato in diversi centri in tutta la Thailandia. Le due scuole più importanti sono la Wat Pho a Bangkok (stile del sud) e il Massage Hospital a Chiang Mai (stile del nord). Tra i due stili non ci sono sostanziali differenze, in realtà si integrano molto bene tra di loro.

Le basi teoriche del trattamento le troviamo nella filosofia orientale: quando il prana (ki, chi o energia vitale) scorre liberamente nel corpo, la persona gode buona salute, al contrario se si blocca può insorgere la malattia. Attraverso pressioni su punti che si trovano lungo percorsi chiamati sen (simili ad esempio ai percorsi dei meridiani caratteristici dello Zen Shiatsu), si riporta l’equilibrio nel corpo.

La pratica
cos'è il massaggio thailandeseIl Massaggio Thailandese consiste in un’alternanza di pressioni e di stiramenti che hanno origine dagli asana dello yoga. Le pressioni si fanno partendo dal basso del corpo del ricevente verso l’alto e viceversa utilizzando palmi, pollici, avambracci, piedi ecc… Lo scopo è ripristinare la corretta circolazione dell’energia (prana) potenziando le capacità di auto-guarigione del corpo. Alcuni principi del Thai si ricollegano alla medicina tradizionale cinese. I 10 sen che si percorrono nel trattamento sono molto simili ai 12 meridiani della” circolazione principale dell’energia” utilizzati nello shiatsu, così come le modalità di riequilibrio energetico e alcuni punti di riflesso. Le differenze sono nelle manualità e nella modalità di intervento.
Il Massaggio Thailandese apporta diversi benefici: è un ottimo antistress, favorisce il sonno e il benessere psicofisico; migliora la circolazione sanguigna e linfatica agendo sul drenaggio dei liquidi; rafforza gli organi interni mediante la pressione sui punti; aumenta la flessibilità del corpo alleviando dolori alla schiena, al collo, alle articolazioni ecc…
Per avere dei benefici duraturi è importante ricevere una serie di trattamenti da operatori qualificati; inoltre, sarebbe ideale unire al trattamento un corretto stile di vita e una sana alimentazione.

La mia esperienza
La mia personale esperienza con il Massaggio Thailandese è stata influenzata dalla mia formazione di shiatsu (sono operatrice e insegnante shiatsu); le pressioni e il lavoro sui meridiani mi hanno sempre affascinato, e questo è uno dei motivi per cui mi sono avvicinata al Massaggio Thailandese. Così nel 2001 sono andata in Thailandia e ho frequentato il corso intensivo del Wat Pho School.
Tornata in Italia ho letto vari libri sull’argomento per avere le idee un po’ più chiare e ho frequentato altri corsi, ampliando così le mie conoscenze, imparando anche la sequenza del Nord e approfondendo i 10 sen. Sono poi tornata alla Wat Pho School (il fascino dell’oriente…) dove ho approfondito le tecniche e ho frequentato anche il corso di Thai Foot Massage (fantastico!). Naturalmente ho messo in pratica le tecniche apprese eseguendo trattamenti come operatrice e poi insegnando ai corsi base di Massaggio Thailandese e Thai foot. Ora sono passati più di dieci anni, il mio modo di trattare e di insegnare è cambiato, possiamo dire che si è evoluto. Naturalmente pongo molta attenzione all’insegnamento della pressione, che deve essere fatta con il movimento del corpo e con un atteggiamento rilassato. Gli stiramenti devono essere eseguiti rispettando la struttura della persona, senza forzare.
Stimolo gli allievi a sviluppare la sensibilità verso i loro riceventi: ognuno di loro è diverso, ogni trattamento quindi sarà diverso! È importante che l’operatore sia empatico, che riesca a intuire ciò che il corpo-mente del ricevente richiede in quel momento. Per concludere, il trattamento deve essere piacevole sia per chi lo fa, sia per chi lo riceve. Consiglio a tutti un percorso “Thai” poiché, prendendosi cura degli altri, si ha la possibilità di prendersi cura di se stessi. Buon percorso!

Roberta Wurth, insegnante di massaggio thailandese, thai foot massage e shiatsu